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Rateizzazione delle cartelle: fino a 84 rate senza documentare la difficoltàLunedì 31/08/2026, a cura di AteneoWeb S.r.l.
Le nuove regole rendono più flessibile il pagamento delle cartelle, con piani più lunghi e procedure semplificate per accedere alla dilazione. La rateizzazione delle cartelle consente ai contribuenti che si trovano in una situazione di difficoltà economica di distribuire nel tempo il pagamento delle somme dovute all’Agenzia delle entrate-Riscossione. La disciplina è stata modificata dal Dlgs n. 110/2024 e dal decreto del 27 dicembre 2024, con un ampliamento dei piani ottenibili e nuovi criteri per valutare la situazione economico-finanziaria del debitore. Più tempo per saldare i debiti con il FiscoUna delle principali novità riguarda le domande presentate nel 2025 e nel 2026. Per i debiti di importo complessivo non superiore a 120mila euro, il contribuente può ottenere fino a 84 rate mensili presentando una semplice dichiarazione di temporanea difficoltà economico-finanziaria, senza dover allegare documentazione. Il precedente limite era di 72 rate. Se, invece, la situazione di difficoltà viene documentata, il piano può arrivare fino a 120 rate mensili. L’importo minimo di ciascuna rata resta fissato a 50 euro. Per debiti superiori a 120mila euro, oppure quando si intende ottenere un piano più lungo per somme entro tale soglia, è necessario dimostrare la temporanea situazione di obiettiva difficoltà secondo i parametri stabiliti dal decreto del 27 dicembre 2024. I criteri cambiano in funzione del soggetto interessato: per le persone fisiche e le ditte individuali in regime semplificato viene considerato l’Isee; per le imprese rilevano l’indice di liquidità e l’indice Alfa; per i condomìni viene utilizzato l’indice Beta. La domanda congela le nuove azioni di riscossioneLa presentazione dell’istanza produce effetti anche sulle attività di riscossione: l’Agenzia delle entrate-Riscossione non può avviare nuove procedure cautelari o esecutive, come fermi, ipoteche e pignoramenti, salvo le eccezioni previste dalla legge. Con il pagamento della prima rata, un eventuale fermo amministrativo già iscritto viene sospeso, mentre la cancellazione definitiva avviene al termine del piano. Il regolare versamento delle rate può inoltre consentire, in presenza degli altri requisiti, di ottenere la regolarità contributiva ai fini del Durc. La rateizzazione può assumere rilievo anche nei procedimenti per reati tributari: nei casi previsti dall’articolo 13-bis del Dlgs n. 74/2000, il pagamento del debito mediante dilazione può consentire di beneficiare delle circostanze attenuanti previste dalla legge. Domanda e decadenzaLa richiesta può essere presentata online tramite il servizio “Rateizza adesso” dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, oppure via Pec o presso gli sportelli. L’Agente della riscossione verifica quindi i requisiti e comunica l’esito della procedura. Per le rateizzazioni richieste dal 16 luglio 2022, il mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive, comporta la decadenza dal beneficio. Il debito residuo diventa immediatamente esigibile e non può essere nuovamente rateizzato. Rateizzazione e prescrizioneLa domanda di dilazione ha effetti anche sulla prescrizione. Come stabilito dalla Corte di cassazione, ordinanza n. 27504/2024, la richiesta costituisce un riconoscimento del debito e interrompe la prescrizione ai sensi dell’articolo 2944 del Codice civile. La rateizzazione non equivale però a un’accettazione definitiva della pretesa fiscale: restano possibili, quando ne ricorrono i presupposti, le contestazioni sul merito del debito. Fonte: https://www.agenziaentrate.gov.it |
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