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Spogliatoi e videosorveglianza: il Garante ribadisce i limiti per la privacy

Venerdì 18/09/2026, a cura di AteneoWeb S.r.l.


Gli spogliatoi rientrano tra gli ambienti nei quali la tutela della riservatezza assume particolare rilievo e nei quali l’installazione di telecamere può risultare incompatibile con i diritti delle persone
È il principio ribadito dal Garante per la protezione dei dati personali con il provvedimento n. 619 del 3 settembre 2026, che ha disposto una sanzione di 8mila euro nei confronti del gestore di un impianto sportivo.

Un’area riservata anche quando non si riprendono docce e cabine



Il caso riguardava un sistema di videosorveglianza installato negli spogliatoi di una piscina e attivo dal 2007. Le telecamere erano rivolte verso la zona degli armadietti utilizzati dagli utenti per custodire portafogli, telefoni e altri effetti personali e avevano l’obiettivo di prevenire e accertare eventuali furti.

L’assenza di riprese delle cabine per cambiarsi, delle docce e dei servizi igienici non è stata però ritenuta sufficiente a escludere le criticità sotto il profilo della protezione dei dati personali. Per il Garante, infatti, anche l’area degli armadietti si trova all’interno di uno spazio caratterizzato da una elevata aspettativa di riservatezza, nel quale la videosorveglianza può incidere sulla dignità e sull’intimità degli utenti.

Le altre criticità rilevate dal Garante



L’Autorità ha ritenuto che il trattamento dei dati effettuato attraverso le telecamere non disponesse di una base giuridica adeguata e non fosse conforme ai principi di liceità, correttezza e trasparenza.

Sono state inoltre riscontrate carenze nelle informazioni rese agli utenti sull’esistenza e sulle caratteristiche del sistema di videosorveglianza. La documentazione destinata ai lavoratori interessati dalle riprese è stata fornita soltanto dopo l’avvio dell’istruttoria.

Un'ulteriore contestazione ha riguardato i tempi di conservazione: le immagini venivano infatti mantenute per 72 ore, senza una specifica valutazione che ne dimostrasse la necessità.

Telecamere rimosse durante il procedimento



Nel corso dell’istruttoria il gestore ha adottato diverse misure correttive: le telecamere presenti negli spogliatoi sono state disattivate e rimosse, mentre sono state aggiornate la cartellonistica e le informative relative al sistema di videosorveglianza. Sono stati inoltre ridotti i tempi di conservazione delle immagini.

Questi interventi, insieme all’assenza di precedenti violazioni e alla collaborazione prestata nel corso del procedimento, sono stati considerati dal Garante nella determinazione dell’importo della sanzione, fissato in 8mila euro.

Fonte: https://www.garanteprivacy.it
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