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Il futuro degli affitti brevi: dalla stretta dei due appartamenti al caos regionale e alla rivoluzione europea ViDA
Lunedì 08/06/2026
a cura di AteneoWeb S.r.l.
Il mercato degli alloggi extralberghieri e delle locazioni turistiche in Italia ha vissuto una crescita esponenziale negli ultimi anni, spinto in particolar modo dall'espansione delle piattaforme digitali.
Questa evoluzione ha però sollevato numerosi interrogativi normativi e fiscali, al punto che muoversi tra le regole è diventato molto complesso. Locazione turistica e locazione breve: facciamo chiarezzaSpesso confusi nel linguaggio comune, questi due istituti presentano differenze sostanziali:
La mannaia del 2026: quando scatta la presunzione di impresaIl confine tra la semplice locazione di un fabbricato (che genera reddito fondiario) e lo svolgimento di un'attività imprenditoriale è sempre stato labile, ma il legislatore è progressivamente intervenuto con limiti quantitativi stringenti:
Questo sforamento comporta precisi e gravosi adempimenti formali: presentazione della comunicazione unica al registro delle imprese, apertura della partita IVA, iscrizione all'INPS ed eventuale INAIL, e presentazione della SCIA al SUAP. dal punto di vista reddituale, l'intera attività viene attratta nel reddito d'impresa. Le aliquote per chi resta "sotto soglia" I contribuenti che rientrano nel perimetro non imprenditoriale (affittando uno o due immobili) possono optare per la cedolare secca, la quale prevede regole precise:
La "babele" delle normative regionali: il conflitto con lo StatoCome correttamente riportato dal documento “Il regime fiscale delle locazioni turistiche” del C.N.D.C.E.C. e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti, oltre alle regole nazionali, il locatore deve confrontarsi con le normative regionali, che detengono la competenza esclusiva in materia amministrativa sul turismo. Le regioni disciplinano le attività ricettive e pongono spesso limiti quantitativi del tutto disallineati rispetto a quelli statali, creando le seguenti differenze sul territorio:
Questo mosaico normativo genera un autentico paradosso giuridico: se per la propria regione un contribuente che affitta tre appartamenti opera legittimamente in forma non imprenditoriale, per lo stato italiano – a partire dal 2026 – quello stesso soggetto ha superato il limite statale dei due appartamenti ed è inquadrato fiscalmente come imprenditore. La direttiva europea ViDA: dal 2028 l'IVA sbarca sulle piattaformeAllargando lo sguardo oltre i confini nazionali, un'altra grande novità è stata pubblicata il 25 marzo 2025 nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea: il pacchetto "VAT in the Digital Age" (ViDA), che modificherà radicalmente le norme IVA per il turismo digitale. l'intento della direttiva è colmare il divario dell'imposta europeo contrastando la distorsione della concorrenza tra economia digitale ed economia tradizionale. La misura chiave della riforma è la finzione giuridica del «prestatore presunto» (deemed supplier), che porterà importanti stravolgimenti:
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