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Assistenza anziani e contributi agevolati: la Cassazione fissa i paletti per il lavoro domesticoLunedì 07/09/2026, a cura di AteneoWeb S.r.l.
Nelle ultime pronunce sul lavoro domestico e le agevolazioni previdenziali, i giudici di legittimità chiariscono quali requisiti debbano sussistere per accedere al regime contributivo speciale. Con l’Ordinanza n. 24869 del 31 agosto 2026, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha chiarito i confini normativi del lavoro domestico, stabilendo che le agevolazioni previdenziali previste per questo settore non possono essere applicate quando vi sia una scissione tra il datore di lavoro e il reale beneficiario delle prestazioni. Il caso e l'origine del contenziosoLa vicenda nasce da un verbale di accertamento dell'INPS nei confronti di un'Associazione che impiegava personale con contratti di lavoro domestico per prestare attività di cura e assistenza a favore di anziani presso le loro abitazioni o strutture di ricovero. L'Istituto previdenziale ha disconosciuto la natura "domestica" dei rapporti, richiedendo il versamento dei contributi secondo le aliquote ordinarie e irrogando le relative sanzioni. Sia il Tribunale di Bergamo sia la Corte d'Appello di Brescia hanno confermato il recupero contributivo dell'INPS, evidenziando come difettasse il requisito fondamentale del lavoro domestico: l'esecuzione delle mansioni per il funzionamento della vita familiare dello stesso datore di lavoro. L'Associazione ha quindi proposto ricorso in Cassazione. La decisione della Corte di CassazioneRigettando integralmente il ricorso, la Suprema Corte ha ribadito importanti principi in materia di qualificazione del rapporto di lavoro e di regimi contributivi speciali:
Fonte: https://www.cortedicassazione.it |
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