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AI Act e Responsabilità 231: come cambia la gestione dell'intelligenza artificiale per commercialisti e imprese
Lunedì 29/06/2026
a cura di AteneoWeb S.r.l.
Nuovi obblighi di mappatura dei sistemi di intelligenza artificiale e aggiornamento dei modelli organizzativi per la gestione del rischio tecnologico.
AI Act e D.Lgs. 231/2001: il nuovo scenario normativoL'entrata in vigore e la progressiva piena applicazione del Regolamento Europeo sull'Intelligenza Artificiale (AI Act) hanno ridisegnato i confini della compliance aziendale in Italia. Nel contesto economico attuale, l'integrazione dei sistemi di intelligenza artificiale nei processi interni non è più solo una mera scelta tecnologica, ma anche una variabile giuridica che impatta direttamente sulla responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001. L'AI Act adotta un approccio basato sul rischio, classificando i sistemi di intelligenza artificiale in quattro categorie: rischio inaccettabile (vietati), rischio alto, rischio specifico di trasparenza e rischio minimo. Per i professionisti del settore economico-giuridico, la vera sfida risiede nell'intersecare queste categorie con i reati-presupposto previsti dal Decreto 231, al fine di prevenire sanzioni pecuniarie e interdittive che potrebbero compromettere la continuità aziendale. I rischi da reato e l'aggiornamento dei Modelli Organizzativi (MOG)L'introduzione di sistemi di intelligenza artificiale all'interno delle organizzazioni introduce nuove minacce o amplifica vulnerabilità preesistenti relative ai reati-presupposto 231. L'analisi dei rischi deve pertanto estendersi alle modalità con cui gli algoritmi elaborano i dati, assumono decisioni o interagiscono con l'esterno. Le aree di maggiore criticità riguardano:
Di conseguenza, le imprese sono chiamate ad aggiornare tempestivamente i propri Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG 231), introducendo protocolli specifici per la governance dei sistemi di intelligenza artificiale. Il ruolo del commercialista nell'Organismo di VigilanzaIn questo scenario di profonda trasformazione legislativa, la figura del professionista evolve da mero esecutore ad advisor strategico della governance aziendale. L'adozione di soluzioni mirate di intelligenza artificiale per commercialisti rappresenta un fattore abilitante per l'efficientamento degli studi e per l'erogazione di consulenze ad alto valore aggiunto in ambito Risk Management e compliance societaria. I professionisti che ricoprono il ruolo di componenti dell'Organismo di Vigilanza (OdV) devono possedere le competenze necessarie per verificare che il Modello 231 sia costantemente aggiornato rispetto ai rischi tecnologici. Comprendere il funzionamento dell'intelligenza artificiale per commercialisti e dei software aziendali diventa indispensabile per valutare l'efficacia dei sistemi di controllo interno. Nota operativa per l'OdV: l'Organismo di Vigilanza non deve limitarsi a verificare la presenza di una policy aziendale sull'AI, ma deve accertarsi che esista un registro aggiornato dei sistemi di intelligenza artificiale utilizzati e che sia documentata l'analisi dei rischi (Fundamental Rights Impact Assessment), ove richiesta. Governance dell'AI in azienda: la roadmap operativaPer mitigare efficacemente il rischio di sanzioni derivanti dal binomio AI Act - Responsabilità 231, le imprese e i loro consulenti dovrebbero implementare una roadmap strutturata:
La conformità normativa non deve essere interpretata come un freno all'innovazione, bensì come una tutela fondamentale per la reputazione e la solidità finanziaria dell'impresa sul mercato. |
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