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Dal Consiglio dei Ministri un decreto che mette un tetto sulle commissioni interbancarie per i pagamenti con il POS

Venerdì 22/09/2017, a cura di TuttoCamere.it


Si profila una revisione delle commissioni bancarie per i pagamenti effettuati tramite POS.

Il Consiglio dei ministri n. 44 del 15 settembre 2017 ha, infatti, approvato, in via preliminare, il decreto legislativo recante "Recepimento della direttiva 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2015 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, che modifica le direttive 2002/65/CE, 2009/110/CE e 2013/36/UE e il regolamento (UE) n. 1093/2010, e abroga la direttiva 2007/64/CE, nonché di adeguamento delle disposizioni interne al regolamento (UE) n. 751/2015 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2015 relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta".

Il decreto recepisce la Direttiva 2015/2366/UE sui servizi di pagamento nel mercato interno (c.d. PSD 2 - Payment Services Directive) e adegua la normativa nazionale al Regolamento 751/2015/UE (c.d. IFR - Interchange fees regulation) relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta.

1) La direttiva definisce un insieme completo di norme relative ai prestatori di servizi di pagamento (PSP) e agli utenti, al fine di garantire una maggiore efficienza, possibilità di scelta e trasparenza nell'offerta di servizi di pagamento, rafforzando al tempo stesso la fiducia dei consumatori in un mercato dei pagamenti armonizzato a livello Ue.
Il regolamento - si legge nel comunicato stampa del Governo - "mira ad accrescere il livello di trasparenza, concorrenza e d'integrazione del mercato europeo delle carte di pagamento, fissando un limite alle commissioni interbancarie applicate in relazione ai pagamenti basati su carte di pagamento".
Per i pagamenti tramite carta di debito e prepagata la commissione interbancaria per ogni operazione di pagamento non potrà essere superiore allo 0,2% del valore dell'operazione stessa; mentre per le operazioni tramite carta di credito la commissione interbancaria per operazione non potrà essere superiore allo 0,3% del valore dell'operazione.

2) Il regolamento detta, inoltre, i requisiti tecnici e le regole commerciali uniformi, "allo scopo di rafforzare l'armonizzazione del settore e garantire una maggiore sicurezza, efficienza e competitività dei pagamenti elettronici, a vantaggio di esercenti e consumatori".
Nello specifico, il decreto amplia i diritti degli utenti dei servizi di pagamento: chi utilizzerà POS e Bancomat beneficerà he, ad esempio, di un regime di responsabilità ridotta in caso di pagamenti non autorizzati, riducendo la franchigia massima a carico degli utenti da 150 a 50 euro.
Per promuovere l'utilizzo di strumenti di pagamento elettronici viene poi confermato e generalizzato il divieto di applicare un sovrapprezzo per l'utilizzo di un determinato strumento di pagamento (cd. divieto di surcharge).

3) Relativamente alle commissioni interbancarie per le sole "operazioni nazionali", tramite carte di pagamento, i prestatori di servizi di pagamento saranno inoltre tenuti ad applicare, per tutti i tipi di carte, commissioni di importo ridotto per i pagamenti fino a 5 euro rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo pari o superiore. L'obiettivo è quello di incentivare e promuovere l'utilizzo delle carte anche per questi cosiddetti "micropagamenti".
Inoltre, per quanto riguarda le sole "operazioni nazionali", tramite carta di debito, in via transitoria (fino al dicembre 2020), i prestatori di servizi potranno applicare una commissione interbancaria non superiore all'equivalente dello 0,2% calcolato tuttavia sul valore medio annuo di tutte le operazioni nazionali tramite carta di debito all'interno di ciascuno schema di carte di pagamento.

4) Vengono, inoltre, meglio precisati, secondo gli appositi criteri armonizzati UE di cui alla Direttiva PSD 2, i casi di esclusione dall'ambito di applicazione delle norme sui servizi di pagamento, ad esempio con riguardo alla esclusione degli strumenti a "spendibilità limitata" (es. in relazione alla limitatezza delle reti commerciali in cui sono utilizzabili, alla gamma molto limitata di beni e servizi o agli specifici scopi sociali) e alla possibilità di utilizzare il conto o credito telefonico anche per operazioni di pagamento effettuate nel quadro di un'attività di beneficenza oppure per l'acquisto di biglietti relativi a servizi di diversa natura (nel limite di spesa di 50 euro per singola operazione e comunque di 300 euro mensili).

5) Per quanto riguarda i controlli, il decreto designa quali autorità nazionali competenti ad assicurare l'osservanza delle relative disposizioni di attuazione della direttiva e del Regolamento la Banca d'Italia e, per alcune specifiche disposizioni, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). Infine, è aggiornata l'entità delle sanzioni amministrative pecuniarie applicabili, distinguendo tra quelle applicabili alle società o agli enti e quelle applicabile alle persone fisiche.

Per scaricare il testo della Direttiva (UE) 2015/2366 clicca qui.
Per scaricare il testo del Regolamento (UE) 2015/751 clicca qui.

Fonte: http://www.tuttocamere.it
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