Telefono e Fax

Tel: 0688650368 Fax: 06233201556

Commercialista, Mediatore Civile, Consulenza del Lavoro
Istituto Nazionale per la Mediazione e l'Arbitrato

Avvisi di accertamento: contributi Inps solo all'accomandatario?

Giovedì 08/03/2018

a cura di Studio Valter Franco


Nel caso di gestione di un'attività di commercio da parte di un'intera famiglia, come nel caso che segue, appare consigliabile il ricorrere alla forma giuridica della società in accomandita semplice, in modo di limitare la responsabilità di qualcuno dei famigliari ( nel caso che segue i figli); poi mi è capitato di imbattermi in una società in accomandita semplice nella quale il marito ha assunto la qualifica di socio accomandatario, mentre la moglie quella di socio accomandante, sennonché poi la moglie ha le firme sul conto bancario intestato alla società, firma gli assegni e pone in essere atti di amministrazione, così che solo in apparenza si è in presenza di una società in accomandita semplice, mentre la società risulta essere, a tutti gli effetti, una società in nome collettivo. Ma questo è un altro discorso.

Il caso che si intende invece affrontare di seguito è se sia legittimo o meno, in sede di accertamento di maggior reddito in capo ad una società in accomandita semplice, richiedere il versamento dei conseguenti maggiori contributi Inps gestione commercianti dovuti dagli accomandanti, iscritti quali coadiuvanti di un socio accomandatario.

L'avviso di accertamento riguarda una società in accomandita semplice costituita tra padre e madre (soci accomandatari) ed i due figli (soci accomandanti che prestano la propria opera a favore della società, sotto la direzione degli accomandatari), esercente attività di commercio.

I due figli accomandanti sono iscritti nella gestione Inps commericanti Inps quali coadiuvanti del padre, quest'ultimo versa i propri contributi gestione commercianti sul minimale di reddito nonché quelli dovuti dai figli; in sede di dichiarazione dei redditi il padre, nel quadro RR, riporta i conteggi per il versamento dei contributi dovuti in eccedenza sul minimale, sia i propri che quelli dei figli, contributi che vengono quindi versati con modello F24 unicamente dal padre, sia per quanto riguarda il saldo che per quanto riguarda l'acconto; la madre espone nello stesso quadro i propri redditi e provvede a versare unicamente i propri contributi dovuti in eccedenza sul minimale, non avendo alcun coadiuvante iscritto.

L'Agenzia delle Entrate richiede di produrre la documentazione contabile della società per l'anno 2013, effettua i propri controlli ed emette un avviso di accertamento che si conclude con la determinazione di un aumento del reddito rispetto a quello dichiarato dalla società; emette altresì quattro avvisi di accertamento nei confronti dei soci (2 accomandatari e 2 accomandanti) rettificando il reddito di partecipazione nella società da ciascuno dichiarato, in proporzione delle quote di partecipazione agli utili (nell'atto costitutivo della società le quote di partecipazione agli utili risultano diverse da quelle di partecipazione al capitale, in considerazione dell'impegno dei soci accomandanti - figli coadiuvanti - di prestare la propria opera a vantaggio della società sotto la direzione degli accomandatari e per previsione dell'atto costitutivo, nel caso venisse a mancare tale apporto di lavoro, dette quote debbono essere necessariamente variate).

Fino a qui "tutto normale", sennonché il maggior importo dei contributi Inps derivante dalla rettifica del reddito di partecipazione nella società, viene indicato nell'avviso di accertamento e richiesto:
  • per il padre socio accomandatario nell'avviso di accertamento di questi;
  • per la madre socio accomandatario nell'avviso di accertamento di questa;
  • per i due figli soci accomandanti (coadiuvanti del padre) nell'avviso di accertamento di ciascuno dei figli.


Mentre le prime due rettifiche dei soli contributi Inps commercianti dei soci accomandatari appaiono del tutto legittime, le rettifiche in capo ai due figli soci accomandanti non appaiono tali, poiché il soggetto obbligato al versamento dei contributi - con facoltà di rivalsa - è il padre, titolare della posizione assicurativa (o codice azienda) tenuto al versamento dei contributi stessi per sé e per i coadiuvanti, tant'è che in sede di dichiarazione dei redditi, così come sopra indicato, i contributi dei coadiuvanti vengono appunto calcolati e versati dal padre.

Anche unicamente per "logica" non si vede come il figlio socio accomandante possa provvedere al versamento dei maggiori contributi derivanti dall'avviso di accertamento, in quanto non titolare di alcun "codice azienda".

Nel caso quindi si intenda definire l'avviso di accertamento dei figli accomandanti con il procedimento di adesione del contribuente sarà utile sollevare tale eccezione in sede di contraddittorio.

Fonte: http://www.studiofranco.eu
Notizie
Oggi 05:00
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18-03-2019 (Suppl. Ordinario n. 10) è stato pubblicato il Decreto...
 
Oggi 05:00
Sul sito internet del MEF (Dipartimento delle Finanze) è stato pubblicato il Rapporto trimestrale sul...
 
Oggi 05:00
La Corte di Giustizia Europea, nella sentenza C-449/17, ha espresso il seguente principio di diritto:...
 
Oggi 05:00
Il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante "Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza...
 
Oggi 05:00
L'Inps informa che è attivo il servizio di consultazione delle domande di Reddito di Cittadinanza e...
 
Oggi 05:00
L'articolo 9, commi da 1 a 8, del decreto-legge n. 119 del 2018 ha introdotto la definizione agevolata...
 
Venerdì 22/03
Con Provvedimento del 19 marzo 2019 l'Agenzia delle Entrate ha approvato il modello "Richiesta di...
 
Venerdì 22/03
Nell'ambito dei lavori di recupero del patrimonio edilizio rientrano tra le spese detraibili anche quelle...
 
Venerdì 22/03
A seguito di numerosi quesiti di enti e centri di servizio per il volontariato, il Ministero del Lavoro...
 
Venerdì 22/03
Con il Comunicato Stampa del 19 marzo scorso l'Inps precisa, in riferimento ai recenti articoli pubblicati...
 
Venerdì 22/03
Cassa Forense, nella sezione "CFnews.it risponde" del proprio sito internet, fornisce precisazioni in...
 
Venerdì 22/03
Il Consiglio Nazionale Forense comunica che sono stati sottoscritti gli accordi con il Consiglio Superiore...
 
Giovedì 21/03
Nel 2018 sono entrati nelle casse dello Stato oltre 16 miliardi di euro derivanti dalle ordinarie attività...
 
altre notizie »
 

Studio Dott.ssa Marisa Cecoli

Via dei Prati Fiscali, 215 - 00141 Roma (RM)

Tel: 0688650368 - Fax: 06233201556

Email: info@studiocecoli.it

P.IVA: 06335641004